Un Rossetti pieno di giovanissimi per “Sei personaggi in cerca d’autore”

Per la regia di Luca De Fusco è andata in scena mercoledì 13 dicembre la prima dell’opera forse più nota del Pirandello teatrale. Rappresentati per la prima volta a Roma al Teatro Valle il 10 maggio del 1921, i “Sei personaggi in cerca d’autore” furono accolti con accesa critica dal pubblico dell’epoca, che durante la rappresentazione indirizzò al grido di “Manicomio! Manicomio!” il proprio dissenso verso il regista e il suo spettacolo. Pirandello stava anticipando quello che sarebbe poi stato definito meta-teatro, astraendo per la prima volta il personaggio dall’opera ponendo in primo piano la problematica della veridicità della rappresentazione, della storia e infine dell’esistenza stessa.

Queste tematiche ormai ampiamente assorbite e ampiamente declinate nel corso degli anni nelle arti teatrali e cinematografiche, conservano tutta la loro forza a distanza di un secolo e conforta vedere la sala de Il Rossetti gremita di giovani ancora in età scolare che con attenzione partecipano a questa rappresentazione manifestando il proprio apprezzamento nei calorosi applausi finali.

Il cast capitanato da un Eros Pagni ineccepibile porta in scena una rappresentazione abbastanza classica dell’opera che rispettando il testo originale pone grande enfasi agli accenti drammatici, cui fanno da contrappunto i momenti più scherzosi, quelli ovvero in cui l’incredulità del “capocomico” interpretato da Paolo Serra si mescola con l’incapacità di comprendere appieno e poi di rappresentare in modo credibile la storia dei “Sei personaggi”.

Bella prova anche per Gaia Aprea nel personaggio della figliastra, la quale alterna la sguaiatezza dell’irridere istericamente gli altri alla esasperazione della follia, attraverso la quale lo spettatore riesce a intravedere tutto il bagaglio di disperazione che la donna porta con sé, ed esprimendo così in modo efficace la stratificazione complessa che Pirandello ha voluto dare a ciascuno dei personaggi della sua opera.

A completare questa rappresentazione una scenografia scarna e minimale nell’allestimento, in cui elemento di novità è rappresentato dalle proiezioni che accompagnano i ricordi che i sei personaggi evocano durante lo spettacolo aumentandone la drammaticità.

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